Voltare pagina, lasciarsi alle spalle più di otto anni di crisi immobiliare, nella media di un classico ciclo del settore, e guardare avanti. Se nel 2017 si confermerà la tendenza positiva delle compravendite residenziali, che costituiscono la parte preponderante del mercato immobiliare, sarà il quarto anno consecutivo (da inizio 2014) di trend in crescita. In un panorama più sereno rimane però il neo dei prezzi, sostanzialmente stabili ma ancora con il segno negativo su base annua. Su questo scenario incombono una serie di fattori geopolitici ed economici che potrebbero avere un forte impatto negativo qualora si inasprissero conflitti e tensioni oppure la crisi economica.

È vero però che in questi oltre otto anni di crisi immobiliare gli italiani hanno perso buona parte del valore delle proprie proprietà immobiliari. Le quotazioni del mattone sono scese in media del 30%, con cali anche del 50% in provincia e per gli immobili con meno appeal in location poco ambite. Nell’arco degli ultimi due anni si è registrato un ritorno di interesse verso l’acquisto immobiliare, che si è tradotto nell’aumento delle compravendite e della domanda di mutui, ma ciò sembra dovuto principalmente al ritorno di grandi investitori nel nostro Paese ed alla possibilità data agli istituti di credito con il “quantitative easing”, cioè denaro a costo zero.

Le case servono alle persone per abitare, e se non aumentano il numero delle persone, non dovrebbe aumentare nemmeno il bisogno del numero delle case, questo è il ragionamento base su cui bisogna partire per guardare al mercato immobiliare oggi in Italia e poterne trarre delle conclusioni. La demografia è dunque basilare per fare una previsione del mercato immobiliare, allora andiamo a vedere: cosa ci dicono i dati demografici in questi ultimi anni? Ci dicono che il numero di persone che abita in Italia non cresce, è più o meno stabile.

Nel complesso di questo numero però bisogna fare delle precisazioni, è vero che il numero degli italiani diminuisce, che non si costituiscono nuovi nuclei familiari e non si fanno figli, tuttavia il numero degli stranieri residenti aumenta come anche il fenomeno delle occupazioni abusive. Va considerato in ogni caso che gli stranieri quando vengono in Italia difficilmente lo considerano un trasferimento definitivo e altrettanto difficilmente comprano casa anche in presenza di una stabile occupazione.

Purtroppo esiste un vero motivo che ha determinato la crisi attuale attuale e determinerà lo scenario futuro del settore immobiliare: la scarsità di reddito degli italiani e l’aumento esponenziale del costo della vita. In poche parole il crollo è dovuto principalmente ad una ridotta capacità reddituale dei cittadini che per far fronte al periodo di crisi, hanno iniziato a vendere le proprie unità immobiliari incrementando l’offerta di immobili sul mercato, e dunque aumentando il numero di case in vendita, a fronte di un calo della domanda degli stessi. Ciò ha causato un decremento consistente dei prezzi. Uscire da questo stallo non sarà semplice, speriamo che la fantasia tipica della nostra gente riesca dove hanno fallito politici e governanti.