Dai micro appartamenti alle biblioteche storiche e agli ospedali riadattati, i migliori interni fanno di più con meno. Nel libro “10 Principles of Good Design”, il famoso designer industriale tedesco Dieter Rams ha enfatizzato l’uso di prodotti “minori ma migliori”.

Quest’anno, gli architetti e gli interior designer hanno adottato una filosofia simile per creare spazi eleganti a dispetto della loro economia. In ogni caso ormai questo assioma è un imperativo economico: i costi abitativi in aumento hanno costretto progettisti e architetti ovunque a ridimensionare le loro idee di grandezza. Ad esempio anche il fondatore di Tree Hugger, impresa di architettura che punta sulla “Sostenibilità dello Stile”, concepisce l’appartamento di New York, di 350 metri quadrati a Graham Hill, che è attrezzato per ospitare convenientemente fino a 10 co-inquilini.

Le preoccupazioni di riscaldamento globale hanno anche costretto i progettisti a minimizzare l’impatto ambientale del loro lavoro. Un esempio estremo di questo concetto è la famosa Casa di Rolf, una casa costruita dai resti di una rimessa per carrozze del XIX secolo. Situata a Utrecht, nei Paesi Bassi, dopo un glorioso passato come edificio industriale è stata restaurata dall’architetto Rolf Bruddink con il solo utilizzo dei materiali recuperati dal suo stesso interno, anche se ciò appare impensabile dal risultato poi ottenuto.

Alcuni dei più ispirati allestimenti d’interni, però, hanno raggiunto obiettivi ancora più umili: c’è una catena di ostelli studiata per assomigliare a boutique hotel, una biblioteca restaurata alla sua gloria del lontano 1911 e un negozio di fast food ispirato alle caffetterie viennesi del XIX secolo.